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I Buoni Locali di Solidarietà – Progetto Arcipelago

I Buoni Locali di Solidarietà SCEC (Soldarietà ChE Cammina) nascono dall’esperienza e dallo studio di oltre 4.000 esempi di monete complementari presenti in tutto il mondo, compreso il circuito WIR svizzero e il Regio tedesco.

La situazione economica, a causa dell’esasperato aumento del debito delle famiglie e delle imprese e della esagerata creazione monetaria ex nihilo, oltre al progressivo impoverimento delle economie locali a causa della globalizzazione, ha determinato la necessità di attivare un’esperienza del genere anche in Italia.

Obiettivo è quello di mantenere nel territorio la ricchezza attraverso due strumenti:

    1-  Il Buono Locale di Solidarietà che aumenta il potere di acquisto delle famiglie e agevola l’economia locale circolando in un territorio limitato a fianco dell’euro come percentuale di prezzo (es. 10-20%)

    2- L’attuazione di progetti aziendali per rivitalizzare il settore agroalimentare http://www.progettotau.org/presentation1/ilsaporedelcuore.html , oggi a rischio di collasso e le produzioni locali e artigianali http://www.progettotau.org/presentation1/filiereinrete.html che rischiano anch’esse di scomparire. Collaborazione tra imprese, riduzione delle filiere produttive, creazione di economie di scala e gruppi di acquisto per settori merceologici per aumentare il potere contrattuale con i fornitori, sono elementi che aiuteranno il prodotto locale a competere con i prodotti di importazione in termini di prezzo e qualità.

1) Il Buono Locale è uno strumento che ha un rapporto di parità con l’euro (1:1), non è convertibile in euro, è gratuito e viene distribuito con criteri univoci e trasparenti, uguali in tutte le zone d’italia che aderiscono al progetto Arcipelago.

Il Buono Locale è una percentuale di prezzo pagata (min. 10%) sul prezzo di un bene e può essere riutilizzato dal commerciante all’interno delle imprese, professionisti, produttori ecc. che aderiscono al circuito in tutta Italia.

Il Buono Locale essendo distribuito gratuitamente non crea debito come accade per la creazione monetaria cartacea e elettronica. Ancora al territorio tutto l’importo (anche quello pagato in euro) e circolando nel circuito locale consente di aumentare e reinvestire questa ricchezza nel territorio.

Il Buono Locale aumenta il potere di acquisto delle famiglie per la percentuale di Buoni accettata (il pensionato con 500 euro avrà un potere si acquisto maggiorato di 100 euro nel caso la percentuale media accettata sia del 20%)

Fiscalmente il Buono Locale è assimilabile ad un abbuono http://it.wikipedia.org/wiki/Abbuono e come tale non concorre alla determinazione della base imponibile. Essendo solo una piccola percentuale del prezzo pagato in euro non si corre nemmeno il rischio di creare inflazione, poiché i Buoni acquisicono valore insieme all’euro e non ne sono indipendenti.

Il progetto Arcipelago prevede che ogni isola che adotta i buoni possa scambiare con le altre le eccedenze produttive e i flussi turistici, ogni isola infatti potrà pagare nella percentuale accettata con i Buoni che circolano nella propria zona (i Buoni avranno una faccia comune nazionale e una locale anche regionale). Ogni isola sarà garante nei confronti delle altre della qualità dei prodotti e dei servizi scambiati, ad esempio di un prodotto agroalimentare o di un servizio di ristorazione e alberghiero, insomma una sorta di certificazione di qualità spontanea e veritiera.

2) Le imprese che producono beni e artigianato hanno il problema della visibilità delle proprie merci e la creazione di mercato. In questo caso la riduzione delle filiere e la razionalizzazione dei processi di produzione e vendita portano ad offrire un prezzo concorrenziale aumentato dall’utilizzo del Buono e quindi concorrerà a richiamare consumatori distogliendoli dal prodotto di importazione. L’interazione con la piccola distribuzione permetterà ai produttori locali di ottenere anche visibilità e mercato per la propria produzione.

La creazione di piccoli supermercati locali dove i produttori potranno far confluire i loro spacci aziendali e dove i produttori agroalimentari potranno vendere direttamente concorrerà a migliorare l’offerta. Nell’agroalimentare la qualità sarà un processo naturale visto che la vendita dei prodotti avverrà nel territorio e quindi le aziende dovranno essere aperte ad essere visitate dai consumatori.

Da sottolineare anche che, se i produttori, soprattutto agricoli, ricevono una giusta remunerazione del proprio lavoro si potrà richiedere in contropartita l’emersione del lavoro nero nei campi, specialmente diffuso al sud.

Le imprese potranno beneficiare di una piattaforma on-line per i contatti diretti, la formazione di gruppi di acquisto sia per settore che per singoli prodotti, la gestione professionale di ogni aspetto che possa migliorare la logistica degli iscritti e altri servizi professionali, ma open source.

Sarà al tempo stesso il portale di accesso per gli utenti , dove troveranno tutte le possibilità di spesa dello SCEC in beni e servizi

Dal punto di vista sociale, la distribuzione dei Buoni Locali anche agli immigrati e come abbiamo visto attraverso l’emersione dello sfruttamento, opera un’integrazione che fa scemare tensioni sociali inevitabili. Aumentando il potere di acquisto delle famiglie e dei pensionati ha la funzione di un ottimo ammortizzatore sociale.

Si possono mettere in piedi anche forme di solidarietà fornendo beni di prima necessità (ricavati dalle rimanenze dei punti vendita diretti e della piccola distribuzione del circuito, come pane, pasta ortofrutta ecc.) alle famiglie meno abbienti.

Allo stesso modo sarà facile organizzare il servizio a domicilio della spesa agli anziani soli, organizzando magari alla domenica pranzi e occasioni di ritrovo in strutture messe appositamente a disposizione dalle amministrazioni locali.

Per i malati lungodegenti e anche per quelli terminali anche sulla scorta di esperienze di altre associazioni, si sta elaborando un progetto da presentare alle Regioni per l’assistenza domiciliare.

Il progetto permetterà notevoli risparmi per la sanità pubblica e creerà posti di lavoro e ai malati darà l’opportunità di rimanere nelle loro case, con i loro cari.

Il servizio in parte sarà pagato dalla regione e parte dalle famiglie con una percentuale in Buoni.

Lo scopo e l’obiettivo dei Buoni Locali possiamo dire sia quello di far intravedere alle persone che li usano che esiste la possibilità di un altro modo di relazionarci con il prossimo, facendo anche una sana economia. Uno stimolo a non vedere l’altro come un nemico, ma come parte di una comunità armonica. E’ un progetto fatto dalla gente per la gente e ha costi irrisori oltre ad essere semplice e pratico.

Attualmente sono numerose le città che stanno lavorando a questo progetto:

Torino, Milano, Bergamo, Verona, Mantova, Pordenone, Genova, Bologna, Firenze, Prato, Pistoia, Lucca, Viareggio, Massa Carrara, Arezzo, Terni, Pesaro, Roma, Napoli, Acerra, Portici, Crotone, Foggia, Taranto, Salaparuta (TP) e anche in Sardegna.

Molte di queste partiranno entro Aprile 2008, l’associazione Arcipelago è in fase di costituzione

Le realtà attualmente già operanti sono Roma, Napoli e Portici

 



 Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una accelerazione dell’impoverimento delle economie locali in atto ormai da decenni.Le piccole attività industriali, artigianali, commerciali e contadine, una volta il fulcro della vita economica del nostro territorio, si stanno inesorabilmente spengendo.

Le cause di questo stato di cose vanno ricercate essenzialmente in tre fattori che esercitano un’azione centrifuga delle risorse economiche locali:

          - Il meccanismo di emissione della moneta ufficiale – ogni Euro emesso dalla Banca Centrale o prestato dal sistema bancario crea un debito della collettività e del singolo. Lo Stato è fortemente indebitato con la Banca Centrale (il debito pubblico è circa 1500 mld di euro) e le famiglie sono sempre più indebitate con il sistema bancario (circa il 40-50% del proprio reddito) per la casa e per gli acquisti, come l’auto, mobili eletrodomestici.

          - la grande distribuzione, oggi in mano a multinazionali estere, drena continuamente ricchezza dal territorio e questa ricchezza non viene reinvestita localmente e le loro politiche di vendita ogni giorno diventano sempre più aggressive

          - la forte immigrazione degli ultimi anni contribuisce a questo processo perché gli immigrati mandano nei loro paesi di origine gran parte dei loro stipendi e quello che serve per vivere viene speso in gran parte nella grande distribuzione, creando sempre più un problema sociale per la difficile integrazione.

   I nostri paesi e le nostre città si stanno trasformando sempre più in enormi dormitori dove la vita di paese e le attività economiche sono sempre più rare.

   L’obiettivo di questo progetto è quello di invertire questo processo e rivitalizzare l’economia locale, attraverso l’adozione di una BUONO DI SCAMBIO LOCALE di pari valore all’euro, non convertibile, che si affianchi alla valuta ufficiale.

   Questo sito, insieme a www.centrofondi.it che spiega le dinamiche di emissione della moneta ufficiale e fornisce gratuitamente informazioni e cultura economica con parole semplici, vogliamo far capire alle persone che la via di uscita da questa drammatica situazione economica è veramente semplice quanto nascosta. Nascosta dai media, dalla politica, dalle istituzioni finanziarie. D’altronde il loro potere deriva dal mantenere questa situazione, con noi come gregge di pecore da tosare ogni qualvolta vogliono. I mezzi di scambio locali, complementari all’euro,  aiutano a togliere il cappio del debito che abbiamo intorno al collo : ogni volta che lo tirano ( non accordano un prestito, fanno diminuire gli euro in circolazione ecc..)noi soffriamo, dobbiamo lavorare di più, dobbiamo garantire di più ( ecco Basilea 2 ) per avere la moneta ufficiale.

 

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