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Capire l'economia significa capire il mondo in cui viviamo e prendere decisioni migliori. |
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I BUONI LOCALI SCEC ACQUISTANO UN NOME LOCALE CHE NE SOTTOLINEA LA FORTE CARATTERISTICA TERRITORIALE. ECOROMA A ROMA, IL THYRUS A TERNI, IL FIORINO A FIRENZE, IL SELESE A VERONA, I DANEE A MILANO, IL TAU A LUCCA... : PIU’ PROGETTI, IDENTICI NELLA STRUTTURA, FORMERANNO UNA RETE NAZIONALE DI BUONI LOCALI CON CIRCOLAZIONE E SCAMBIO DI BENI E SERVIZI IN BUONI LOCALI . ARCIPELAGO TOSCANA CURA LA DIFFUSIONE DEL PROGETTO NELLA NOSTRA REGIONE, IN COORDINAMENTO CON LE ALTRE REALTA’ ITALIANE DI ARCIPELAGO SCEC. |
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Il Buono di scambio locale che di seguito verrà chiamata TAU, ha la particolarità di circolare solo in un territorio limitato (comune-i, provincia-e). Questo consente ad una parte della ricchezza prodotta nel territorio, di rimanere e di essere spesa tra le aziende, industriali, artigiane, commerciali e contadine aderenti al circuito. Il TAU verrà emesso dall’associazione delle imprese aderenti, rappresentate dalle loro associazioni di categoria e dagli Enti Locali coinvolti, in percentuale sul fatturato per ogni singolo aderente. La percentuale iniziale di accettazione sarà quella consigliata del 20% su ogni transazione, ma ovviamente potrà cambiare a seconda dei casi specifici. Il fatto di essere uno strumento di scambio che non rappresenta una riserva di valore e che non produce interessi, potrà “contagiare” positivamente anche la moneta ufficiale a cui è legata e consentirà una maggiore velocità di circolazione delle due monete. Maggiore sarà la velocità, maggiori saranno le transazioni effettuate e la ricchezza prodotta a totale beneficio del territorio e degli aderenti. E’ auspicabile che alle imprese, si affianchino anche professionisti come commercialisti, dottori, geometri, ingegneri ecc., professori che impartiscono lezioni varie, musica, lettere, matematica ecc., baby sitter, badanti, asili privati e pubblici, scuole di ballo, palestre ecc. Maggiore sarà la diffusione del TAU, maggiore sarà la ricchezza che circolerà e rimarrà. sul territorio. Per favorire una maggiore penetrazione di questo strumento e fare anche un’operazione di immagine, potrà essere coniata anche una medaglia (il TAU di metallo) di valore da definire, che circolerà al pari dei TAU cartacei. Gli Enti locali coinvolti potranno studiare agevolazioni per le imprese che aderiranno all’iniziativa e per le nuove imprese (industriali, commerciali, artigiane e contadine) che decideranno di aprire la loro attività nel territorio accettando e favorendo la circolazione del TAU. Ove possibile, ad esempio nel settore agricolo per il quale esiste uno specifico progetto http://www.centrofondi.it/sapore_cuore.htm , verranno attuate delle riduzioni della filiera produttiva che permetteranno anche di poter comprare a prezzi concorrenziali, prodotti e manifatture locali, favorendo il mantenimento della tradizione. Al fine di favorire il successo dell’iniziativa è auspicabile che venga attivata una adeguata promozione nel territorio che faciliti la comprensione dei cittadini sull’uso ed sui benefici che ne potrà trarre l’intera comunità dall’adozione del TAU. Si deve ricreare il senso di appartenenza ad una comunità, ad un territorio. Per favorire l’integrazione degli immigrati presenti si potranno studiare forme per favorire l’uso del TAU che sarà strumento di inserimento di queste comunità nel tessuto sociale. La penetrazione del TAU nel tessuto sociale ed economico non dovrebbe incontrare resistenze perché forme alternative o complementari alla moneta ufficiale sono ormai entrate nell’uso quotidiano di ciascuno di noi, basti pensare alle fidelity card, ai buoni sconto, ai buoni pasto e, facendo un tuffo nel passato, ai miniassegni degli anni ’70 o ai gettoni telefonici. Se l’adesione delle attività produttive e commerciali presenti nel territorio fossero di una certa rilevanza, si potrebbe pensare a lavorare alla costituzione di un consorzio di garanzia comune, analogamente a quanto sta accadendo in Calabria con il progetto KRO che possa aiutare le imprese ad affrontare i cambiamenti imposti alla concessione del credito dagli accordi di Basilea 2, tramite concessione di garanzie e abbattimento di parte degli interessi e delle commissioni pagati al sistema bancario. Il buono locale fa circolare la ricchezza nel territorio locale: questo significa meno insolvenze, meno fallimenti, più consumi.
EMISSIONE : Viene fatta dall’associazione costituita ad hoc in cui parteciperanno tutte le associazioni di categoria coinvolte, gli Enti Locali ecc. ove questo non sia possibile ogni commerciante e imprenditore aderirà a titolo personale. DISTRIBUZIONE : Il funzionamento è molto semplice. Si utilizzano dei Buoni ( TAU ) detti Buoni Locali di Solidarietà, vengono stampati dall’associazione e consegnati gratuitamente ai consumatori e alle aziende che aderiscono al circuito in forma fissa o proporzionale al reddito e al fatturato. Questi buoni danno diritto ad uno sconto medio del 20% sui prezzi di listino, ma ogni esercente e chiunque sia in grado di offrire una prestazione o un servizio sceglie la percentuale da applicare. I buoni non sono convertibili in euro e hanno la particolarità di ancorare sul territorio, arricchendolo, anche la parte di spesa pagata in euro. Distribuiti direttamente alle famiglie del territorio, oltre che tra gli aderenti, potranno invogliare coloro che di solito fanno la spesa nella grande distribuzione o in altri paesi, di acquistare nei negozi del circuito. Come vediamo nella pagina esempi pratici, il cliente che ha i TAU (ricevuti o dall’associazione o dal negoziante), invece di ( circa ) 36 euro pagherà ( circa ) 29 in euro e 7 in TAU. In questo caso il negoziante batterà uno scontrino di 36 euro con 7 di sconto somma. Il negoziante pagherà le tasse e le imposte ovviamente sui 29 euro effettivamente incassati. A questo punto il negoziante potrà riutilizzare i 7 TAU presso ogni altro aderente al circuito, per soddisfare i suoi bisogni in termini sia di beni che di servizi. Poiché la spesa di TAU è legata ad una spesa in euro non ci sono possibilità di inflazionare il territorio, ma non per questo vanno abbandonate le necessarie accortezze sull’emissione. Circolando in percentuale a fianco della valuta ufficiale, i buoni locali di solidarietà non hanno quelle problematiche legate alla emissione e distribuzione che invece ha una moneta che circola al 100%. I buoni non possono definirsi propriamente una moneta, ma acquisiranno caratteristiche monetarie se riusciremo a pagare in percentuale anche tributi locali e comprare materie prime (si sta lavorando anche a questo con accordi con enti locali e paesi esteri sensibili a questi temi come Venezuela e Argentina). Anche allo stato attuale i buoni comunque soddisfano pienamente tutte le richieste di rivitalizzare il commercio locale, arricchire il territorio e favorire in chi li usa la nascita della consapevolezza sui meccanismi monetari e delle multinazionali. Il negoziante in possesso di molti TAU vorrà dire che ha avuto anche un proporzionale incremento di euro e comunque non avrà mai superato il rapporto di 20TAU contro 80Euro. L’importante è che si faccia un’opera di informazione per cui per i negozianti diventi automatico dare e ricevere TAU e per i clienti diventi un’abitudine portare TAU in tasca. Il TAU è reale potere di acquisto per chi lo usa. I costi da sostenere per questo progetto sono minimi e di gran lunga inferiori ad una delle normali azioni di promozione commerciale (pubblicità grafica, radiofonica, televisiva) che normalmente un’azienda sostiene. I risultati, se il progetto viene attuato correttamente, potrebbero essere di notevole portata.
L’Ente Locale-i potrà decidere di premiare i negozianti che aderiscono di poter pagare anche parte delle imposte comunali in TAU (sempre in percentuale), o agevolare le nuove e vecchie attività con sconti per un determinato periodo su alcuni tributi. La stessa cosa potranno fare anche le aziende con i loro dipendenti che potranno dare una parte dello stipendio, da concordare con gli organi sindacali, in TAU. La stessa cosa potranno fare anche le aziende con i loro dipendenti che potranno dare una parte dello stipendio, da concordare con gli organi sindacali, in TAU. In casi come questo il circuito avrà benefici enormi. L’utilizzo dei Buoni da parte degli Enti locali ridurrebbe nel tempo il ricorso alla tassazione. |
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